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Il 7 febbraio, Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, abbiamo incontrato il capitano Verde, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Bari San Paolo, che, nell’ambito di un progetto di educazione alla legalità nelle scuole, ci ha parlato di un argomento sempre molto attuale: il bullismo e il cyberbullismo, ovvero quel fenomeno di cui si occupa la legge n. 71 del 2017.

Il capitano ci ha fatto comprendere le differenze tra i due fenomeni: infatti quando parliamo di cyberbullismo parliamo di una manifestazione in Rete di un fenomeno più ampio e meglio conosciuto come bullismo. Quest’ultimo è caratterizzato da azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo, o un gruppo di bulli, su una vittima. Esso può essere attutato anche nel più semplice dei contesti, per esempio alla playstation, un gioco utilizzato da molti ragazzi: un soggetto pericoloso può adescare il/la ragazzo/a fingendosi un suo coetaneo, giocando e usando termini giovanili per poi truffarlo chiedendogli di spostarsi su un’altra piattaforma per parlare e compiere il proprio intento disonesto.

Quando, invece, si parla di bullismo si intende una forma di violenza verbale, fisica e psicologica ripetuta nel tempo e perpetuata in modo intenzionale da una o più persone (i “bulli”) nei confronti di un’altra (la “vittima”), al fine di prevaricare e arrecare danno. Dal 2017 ogni scuola è tenuta ad individuare tutte le forme di bullismo nelle classi. Se una persona della scuola (che sia una professoressa o un professore o qualsiasi altra persona che è venuta a sapere dell’accaduto) ha riconosciuto una forma di bullismo nelle classi, siccome è pubblico ufficiale, ha l’obbligo di riferire alle forze dell’ordine.

Durante l’incontro l’ufficiale dei Carabinieri si è concentrato molto sul tema delle foto, dei video e delle informazioni personali che molto spesso vengono pubblicate sui social in maniera poco controllata. Questi dati, infatti, appartengono alla sfera personale di ognuno di noi: saremmo capaci di far entrare degli estranei dentro le nostre case così facilmente?…

Il messaggio fondamentale per noi ragazzi – che per la legge italiana diventiamo imputabili al compimento dei 14 anni – è che bisogna prestare la massima attenzione a tutti quei soggetti pericolosi che si possono nascondere nella rete e, attraverso i social media, crearci enormi danni. Spesso non sappiamo chi si nasconde dietro un profilo social, esistono persone che attraverso profili falsi vogliono entrare nella nostra vita e soprattutto nella nostra intimità, riuscendo spesso ad ottenere fotografie che poi diffondono senza il nostro consenso, o incontri, di persona o in rete, in cui cercare di approfittare della nostra ingenuità.

Il capitano Verde ci ha spiegato l’importanza dei social e di quanto possono essere pericolosi se non utilizzati con la giusta coscienza e moderazione. Ci ha fornito alcuni accorgimenti e consigli utili per “inquadrare” subito il nostro interlocutore ed evitare di dare confidenza a persone estranee, raccomandando di chiedere sempre consiglio agli adulti.

Ma il cyberbullismo può portare a conseguenze estreme anche a causa di comportamenti di persone amiche e da cui non ci saremmo mai aspettati niente del genere. E, infatti, il capitano ci ha raccontato la storia tristissima di Carolina Picchio, una ragazza di soli 14 anni che, dopo essere stata ad una festa con suoi cosiddetti amici, che l’avevano fatta ubriacare e ripresa diffondendo subito dopo questi video, si è suicidata per la vergogna buttandosi dal balcone. Era una ragazza socievole e tranquilla e adesso sei ragazzi sono indagati per questi fatti gravissimi. La legge del 2017 è stata istituita dopo la sua morte.

Storie strazianti come questa devono far riflettere tutti sul delicato tema dell’apparire che oggi, purtroppo, prevale sull’essere.

Insomma, la rete, come sempre, è un’arma a doppio taglio e bisogna davvero prestare attenzione, dialogare con i nostri genitori in caso di situazioni che ci sembrano equivoche ed evitare di cadere negli inganni di cui potremmo essere sia vittime che inconsapevoli autori.

Il Carabiniere ci ha assicurato che nel nostro paese chiunque sia vittima di questi gesti, può essere difeso, ma la cosa fondamentale è non tenersi tutto dentro; durante questo incontro è, inoltre, emerso che spesso lo sport e fare gruppo aiuta.

L’Arma dei Carabinieri sarà sempre disponibile ad ascoltare chi sta soffrendo per colpa di questi assurdi comportamenti, e di salvarlo dall’isolamento e da gesti dolorosissimi.

Francesca Pesola, Allegra Barili, Daniel De Carlo, Clio Leandro, Maria Paola Rutigliano, Ludovica Zonno – 2^A