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La 2^A ha scritto una lettera al dott. Marco Tarquinio
dopo aver letto un articolo pubblicato sulla prima pagina di “Popotus” del 16 marzo scorso:
“E’ proibito il disegno della pace”

Gentilissimo dottor Tarquinio,

la classe 2^A dell’Istituto Margherita di Bari ha letto l’articolo sulla prima pagina di “Popotus” del 16 marzo 2023, intitolato “È proibito il disegno della pace”.

Sembra paradossale, ma sicuramente infonde speranza l’idea che una dittatura, grande e potente, possa temere, in tempo di guerra, il disegno di una bambina che spera nella pace e nella libertà di opinione. Questi diritti dovrebbero essere garantiti a ogni essere umano, a prescindere dalla nazione in cui si vive e dall’etnia di appartenenza. Ed è proprio quel desiderio di pace e libertà di opinione, custodito e coltivato nell’educazione familiare, che ha spinto la bambina a compiere quel gesto che diventa il primo segnale di minaccia per il potere forte e violento della dittatura e mostra come i ruoli siano invertiti: il più piccolo diventa il più grande perché capace di cambiare il mondo. Infatti, è molto strano che uno stato così grande e con tanto a cui pensare, si concentri sul disegno di una bambina che voleva trasmettere solo un messaggio di pace.

La nostra classe prova molta tristezza nel conoscere, attraverso la lettura dell’articolo, la pena che il giudice ha dato a Masha e al suo papà e pensa che sia una notizia molto sconvolgente e scandalosa.

Noi crediamo che non ci sia alcuna differenza tra le guerre del passato (che studiamo a scuola) e la guerra in Ucraina in corso da febbraio 2022. Com’è possibile che l’uomo non impari mai dalla storia e non capisca che la parola “guerra” porta solo spargimento di sangue innocente? Perché negare la libertà di opinione? Perché sentirsi minacciati da un disegno? L’uomo ha così tanta paura di se stesso? Perché negare un concetto di felicità, la pace, ribaltandolo come se fosse un concetto negativo? L’uomo può arrivare a tanto? Fare del male psicologico ad una bambina, togliendole tutto, e mandarla in orfanotrofio, è una cosa disumana, eppure solo l’uomo può arrivare a fare una cosa del genere…

In conclusione la 2^A spera che qualcosa cambi perché il disegno di una bambina che desidera solo la pace non è propaganda politica; inoltre, il presidente di uno Stato dovrebbe rappresentarlo, non mettere dietro le sbarre le persone che contestano le sue decisioni. Di certo anche lui è un essere umano e commette degli errori, ma stavolta ha davvero esagerato!

I ragazzi della 2^A si ritengono fortunati a vivere in uno stato democratico come l’Italia.

Cordialmente,

la 2^A

(il disegno è di Clio Leandro)