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Abbiamo avuto l’occasione di incontrare il prof. Raffaele Pellegrino, docente di filosofia nei Licei, il quale ha conseguito, tra le altre cose, il diploma di Master Internazionale di secondo livello in Didattica della Shoah. Il professor Pellegrino, in un’aula affollata di studenti, ci ha spiegato che cos’è la Shoah: è lo sterminio del popolo ebraico attuato attraverso la persecuzione degli ebrei.

La propaganda politica degli anni tra i Trenta e i Quaranta del ‘900 diffuse l’idea che esistesse una razza superiore e razze inferiori da sterminare. Nelle razze inferiori venivano ricompresi gli ebrei, i neri e i francesi non più ritenuti puri, vista la presenza di molte coppie formate da francesi e donne nere.  L’idea dell’esistenza di diverse razze umane con conseguente affermazione di superiorità di una rispetto ad un’altra, trovò diffusione tramite giornali, radio, discorsi ed eventi pubblici. La propaganda razzista, antisemita in particolare, venne però attuata soprattutto attraverso l’utilizzo delle immagini: questo perché quasi tutti, all’epoca, erano analfabeti. Goebbels, ad esempio, braccio destro di Hitler, ebbe l’idea di far produrre boccali di birra che riproducevano l’immagine di ebrei deformati; nel luna-park di Monaco vi era un gioco in cui bisognava colpire con le freccette il viso di un ebreo disegnato su un cartellone; nelle scuole elementari e medie venivano distribuiti libri e fumetti in cui gli ebrei erano paragonati a ratti, zecche, maiali e raffigurati come tali. Uno schiaffo sonoro alla dignità umana…

Ancora a proposito della forza persuasiva delle immagini, il prof. Pellegrino ci ha parlato del film Jud Suss, il cui protagonista è un ebreo che incarnava tutti gli stereotipi e lo ha definito come uno dei più celebri film di propaganda antisemita prodotti nella Germania nazista.

L’ideologia nazi-fascista insomma, si diffonde soprattutto, come detto,  grazie alle immagini e si radica l’odio nei confronti del popolo ebraico l’idea orrenda di doverlo sterminare.

Il professor Pellegrino ci ha spiegato, inoltre, come persino lo sport sia stato coinvolto nella applicazione delle leggi razziali. Anche la classe dirigente del CONI, infatti, si allineò alla folle scelta razzista di Hitler prima e Mussolini poi, il che portò all’espulsione degli ebrei da qualsiasi forma di attività sportiva. Tale estromissione sistematica venne considerata una “bonifica”, termine che mette i brividi.

In Italia il fascismo divenne quasi una nuova religione e l’odio verso gli ebrei il suo dogma.

Alla fine dell’incontro noi ragazzi eravamo impressionati da quanto avevamo appreso ed increduli che una cosa del genere potesse essere realmente accaduta. Abbiamo ringraziato il professore del tempo dedicatoci e siamo tornati nelle nostre aule con l’animo pesante e gli occhi lucidi.

Angelica Panarelli, 3^B