Seleziona una pagina

Era una fredda e piovosa giornata a Colonia. Hans era seduto su una panchina sotto un albero. Mentre fumava la pipa, una donna con il trucco sbavato e lo sguardo disperato gridava: “No! Mio figlio, no! Perché? Perché proprio lui? No!”.

Hans, incuriosito, chiese alla donna:

“Signora, cos’è successo? Perché piange cosi disperatamente?”

“Mio figlio é stato ucciso! Chi mai puó essere stato?” disse lei, correndo via.

Dalla tasca della signora era caduto un pezzetto di carta con sopra scritto: Via de Hans, 13/B. “Interresante”, pensò e s’incamminò verso quella via.

Arrivato lí, Hans bussò e venne ad aprire una ragazza, di vent’anni, che chiese: “Chi è lei?”

“Sono Hans, un investigatore. Sono venuto per scoprire chi ha ucciso il ragazzo.”

“Ah! Si accomodi pure.” disse lei balbettando. Hans entrò in una stanza con la ragazza: sembrava un salone, con due divani, su uno dei quali c’era il morto coperto con delle lenzuola bianche, ormai macchiate da piccole macchie rosse. Hans chiese alla madre del ragazzo di togliere le lenzuola. Sotto, c’era un ragazzo con la maglia bianca, con una grande macchia rossa al centro.  Hans cominciò a cercare indizi: c’era un orecchino incastrato nella maglia del ragazzo. “Interessante” disse Hans sottovoce. S’incamminò verso il muro: c’era l’improntra di una mano. La signora si avvicinò e disse: “Quella è l’impronta di mio figlio. Poverino, chissá cos’è successo?”

“Sí, signora…Mi ripete il suo nome?”

“Irma, Irma”

“Signora Irma, questo è un caso complicato, ma non andrò via finché non lo avrò risolto!”

“Grazie signor Hans!” disse lei consolata.

Mentre i due discutevano, la ragazza era seduta sul divano accanto a quello su cui era steso il ragazzo. “Oh! Dimenticavo, lei è Miriam, la ragazza di mio figlio. O almeno era!” e scoppiò in lacrime.

“Perché lei non piange? Insolito per una fidanzata,” pensò Hans.

Alla ragazza mancava un orecchino. “Potresti  mettere la tua mano su questa impronta?” La ragazza si alzó e mise la sua mano sul muro, sopra l’impronta: era grande come la mano di Miriam. “No, No! Non sono stata io! Abbiamo le mani della stessa grandezza!”

“Allora vieni, metti la mano su quella del ragazzo.” La mano del ragazzo era piú grande di quella della ragazza.

“No! Dovevo cancellare quella macchia!” disse Miriam, mentre veniva arrestata.   

Rosa Maria Palmisano, 5^B