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Comincia un ciclo di articoli che raccontano gli incontri della Redazione scolastica con alcune ospiti del Collegio Margherita:
un modo per conoscere più da vicino culture apparentemente lontane
e scoprire che è possibile incontrarsi nelle diversità.
Qui parliamo di Sepideh, Najaim e Farideh che provengono dall’Iran.

Gli studenti della 2^C dell’Istituto Margherita di Bari hanno incontrato tre ragazze iraniane che vivono nel collegio dell’Istituto: Sepideh, Najaim e Farideh, nel capoluogo pugliese per portare avanti delle ricerche nei loro campi di studio (biologia, ingegneria e botanica).

I recenti fatti di cronaca che riguardano l’Iran e in particolare le libertà negate alle donne dal regime islamico, hanno ispirato le domande che gli studenti hanno precedentemente preparato e poi rivolto in questo atteso incontro.

Le tre ragazze iraniane sono entrate in classe un po’ intimidite ed emozionate, ma intimiditi ed emozionati erano anche gli “studenti-intervistatori”. Hanno iniziato a parlare di loro stesse in inglese raccontando alcuni aspetti particolari della loro vita in Iran: la scuola è divisa tra maschi e femmine e l’insegnamento è differenziato; lo sport più famoso è il calcio; due feste importantissime per gli iraniani sono la Yalda, la festa del solstizio d’inverno (in persiano شب یلدا‎ )  e il Nowruz (in persiano  شب یلد ا‎ ), festa dell’equinozio di primavera che corrisponde al nostro Capodanno (secondo il loro calendario siamo nel 1402). In famiglia si mangia seduti a terra attorno al cibo; non possono mangiare carne di maiale e bere alcolici; scrivono in persiano da destra verso sinistra; il riso è  un elemento fondamentale della cucina iraniana, infatti è presente in quasi tutti i piatti e viene condito quasi sempre con spezie: le studentesse hanno parlato di piatti elaborati e raffinati che caratterizzano la loro gastronomia.

In seguito hanno raccontato come in Iran le ragazze abbiano l’obbligo di professare la religione musulmana, pregando e indossando il velo; hanno riferito che in realtà la maggior parte delle iraniane non è religiosa, ma deve indossare ugualmente il velo. Loro stesse, pur essendo musulmane, non condividono la regola del velo, infatti non lo portano in Italia.

Vorrebbero tornare a vivere in Iran, ma la situazione attuale non glielo concede.

Sono felici di vivere al “Margherita” perché – riferiscono – si sentono accolte, al sicuro, circondate da brave persone e… possono persino utilizzare comodamente la palestra dell’Istituto!

“Thank you for your presence and for sharing your story with us”: con questo messaggio di ringraziamento che gli studenti hanno consegnato alle tre ragazze ospiti, si è concluso questo prezioso incontro che è stato utile, ha aiutato infatti a comprendere una cultura molto diversa dalla nostra ed una situazione di cui molti non sono nemmeno a conoscenza.

Melissa Boffoli, con contributi di C. Loperfido, A. Rosania, G. Viggiano, 2^C