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Continua il ciclo di articoli che raccontano gli incontri della Redazione scolastica con alcune ospiti del Collegio Margherita:
un modo per conoscere più da vicino culture apparentemente lontane
e scoprire che è possibile incontrarsi nelle diversità.
Qui parliamo di Anastasiia e Ivanka che provengono dall’Ucraina.

Il 24 febbraio 2023 ha segnato un anno dall’inizio della guerra tra Ucraina e Russia. A causa di questa guerra si sta consumando un’ennesima grande tragedia umana sotto gli occhi del mondo intero.

Gli alunni della 2^B dell’Istituto Margherita di Bari hanno potuto guardare queste atrocità attraverso gli occhi commossi di due giovani studentesse: Anastasiia e Ivanka.

Anastasiia, con le mani congiunte poste sulle gambe e lo sguardo chino, era molto intimidita e la maggior parte delle volte lasciava parlare la più loquace amica dai capelli biondi, seduta accanto a lei ed insieme hanno raccontato della guerra in Ucraina e hanno aperto i loro cuori agli studenti. Anastasiia e Ivanka sono rispettivamente Vinnytsia e Chmelnytskyi, ma loro non vivono più in Ucraina da circa 5 anni; la seconda, infatti, studia architettura in Germania, mentre la prima dopo 4 anni lì, durante i quali ha studiato pianoforte, ha deciso di venire a Bari per un progetto di scambio e alloggia proprio nel collegio del Margherita.

Le loro famiglie, invece, sono in Ucraina e le due studentesse sono costantemente in pensiero per loro, anche se rispettano il loro desiderio di difendere la patria e di sostenerla fin quando sarà possibile. I genitori di Ivanka sono dei medici e da quando è scoppiata la guerra, si occupano di curare i feriti in battaglia. Lo zio, invece, si trova sul fronte a combattere, proprio come il coraggioso padre di Anastasiia che è in guerra fin dall’ inizio del conflitto.

La guerra distrugge tutto, anche le relazioni e i rapporti. Prima del conflitto russo-ucraino le ragazze avevano tantissimi amici russi, ma ora hanno deciso di non frequentare più chi è a favore della guerra perché essere amico di chi sostiene o anche solo giustifica la causa del dolore del loro intero popolo è una delle cose che le fa soffrire maggiormente. Anche per questo motivo le due amiche, nonostante conoscano benissimo la lingua russa, si sono ripromesse di non parlarla più.

Quel terribile 24 febbraio 2022 Ivanka era con la sua famiglia, nella sua città e racconta che ha vissuto momenti di paura e incertezza. Non credeva a quello che stava succedendo. Lei non voleva andarsene, ma la madre l’ha convinta a ripartire per la Germania, così nell’arco di tre ore ha dovuto fare le valigie e fuggire. Come Ivanka molti hanno lasciato l’Ucraina e molte famiglie si sono divise: lei è rimasta colpita dalla forza delle madri che, con in braccio i bambini piccoli, salutavano i mariti, senza sapere se li avrebbero più rivisti.

Il volto delle due ragazze appare pallido e triste, a tratti hanno gli occhi lucidi e la voce spesso interrotta, come se trattenessero le lacrime.

Durante il periodo natalizio Ivanka ha fatto visita ai familiari e racconta che, anche se la loro vita è cambiata, gli ucraini cercano sempre nel limite del possibile, di vivere normalmente e con dignità. La gente deve stare attenta perché in ogni momento, anche in piena notte, possono suonare le sirene che avvertono di un possibile bombardamento. Quando le sirene suonano, si deve correre verso i rifugi. I negozi sono chiusi, le scuole sono chiuse, non c’è elettricità e quasi sempre manca il riscaldamento. Città come Mariupol sono state completamente rase al suolo o altre anche incendiate.

In conclusione la vita in Ucraina non è semplice e noi non dobbiamo accettare che ciò sia la normalità perché queste persone, i poveri bambini innocenti non hanno fatto niente di male e noi, da umani, dobbiamo aiutarli come possiamo, comprendendo la loro situazione e cercando di farla diventare meno pesante di quanto non sia già.

Alla fine dell’incontro, tra le lacrime dei più sensibili e i silenzi dei più timidi, Anastasiia e Ivanka hanno salutato gli studenti dell’Istituto Margherita, accennando un sorriso pieno di speranza; la speranza che la guerra presto finisca e possano tornare a riabbracciare i propri cari.

Sabato 25 la città di Bari ha manifestato per la pace ad un anno dall’invasione dell’Ucraina, nell’ambito della mobilitazione “Europe for Peace”: comitati studenteschi delle scuole e delle università, partiti politici, sindaci della provincia di Bari, rappresentanti del sindaco di Bari, sindacati, associazioni varie hanno formato un grande corteo che da piazza Umberto a Piazza Prefettura ha attraversato il centro del capoluogo.

Questo corteo lo dedichiamo a voi, care Ivanka e Anastasiia e a tutto il popolo Ucraino.

Diego Bruno, Giorgia Caccavo, M. Chiara Gambacorta, Giosia Mattia, 2^B