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Lettere a Gesù nell’imminenza del Natale da parte dei “cronisti della 2^B

Caro Gesù,

quanto tempo manca a Natale?

I giorni passano e, con mio grande piacere, mi accorgo che ti sento sempre più vicino. Purtroppo non posso fare a meno di pensare alla situazione che in alcune parti del mondo si verifica non solo a Natale, ma anche per tutto il resto dell’anno. Donne, ragazze e bambine costrette ad uscire di casa con indosso un velo, maltrattate e picchiate per un ciocca di capelli all’esterno di esso; vivere così non è vivere. Non penso sia giusto assumere un atteggiamento possessivo nei confronti di un persona, indipendentemente del suo sesso. Ti scrivo questa lettera principalmente per parlarne con qualcuno, dopo tutto il Natale è uno dei periodi più belli e magici di tutto l’anno e sono convinta che tutti si meritino di trascorrerlo al meglio e di sentire quel calore familiare che a Natale tutti sentiamo.

In questo periodo mi ha spaventato scoprire che in Qatar sono morti ben 6.500 uomini lavoratori costruendo uno stadio e che quello stesso stato abbia pagato la FIFA per ospitare i mondiali di calcio. Ciò che però mi stupisce è che se non avessi fatto una ricerca scolastica, probabilmente non l’avrei mai scoperto.

Gesù, so che questa lettera non ti arriverà mai, ma nel profondo del mio cuore sono certa che tu abbia visto e capito tutto quello che ho scritto. Ti prego di farmi una promessa e di mantenerla: fa che questo Natale, per le donne del Qatar, ma anche dell’Afghanistan e dell’Ucraina e per le popolazioni più povere afflitte dalla guerra, sia il più bello delle loro vite e che lo trascorrano in pace e in tranquillità con le loro famiglie.

Con affetto,

Giorgia

P.S.: Buon Natale J

Carissimo Gesù,

a te che sei sempre vicino a noi, scrivo per chiederti più pace nel mondo.

Infatti, in questo periodo di guerre e di problemi economici, in vista della festività di Natale, molte famiglie vivranno in difficoltà. Vedo tanta gente che non riesce ad arrivare a fine mese, sia perché il costo della vita è aumentato e i salari sono insufficienti, sia perché manca il lavoro. Se accendo la TV sento notizie che mi preoccupano molto. Notizie di guerra, di gente che muore di freddo e di tanti immigrati che abbandonano la loro terra in cerca di fortuna.

Gesù, ti prego, cambia il cuore dei potenti e regala pace e serenità a tutto il mondo.

Grazie caro Gesù.

Tuo Juan Diego

Caro Gesù,

quest’anno vorrei farti una preghiera sulla pace.

Nel mondo c’è tanta sofferenza; ultimamente è scoppiata una guerra assurda tra Russia e Ucraina e stanno morendo molte persone che non c’entrano nulla, soprattutto donne e bambini. Questa gente viveva una vita normale: andavano al lavoro, andavano a scuola, giocavano, si divertivano, ma all’ improvviso tutto è cambiato. Hanno perso tutto e molti dei loro cari non ci sono più. Tutto questo è ingiusto.

Un’altra situazione che stiamo conscendo in questo periodo è la condizione nei paesi arabi. In questi giorni si sono svolti i campionati del mondo di calcio in Qatar. Accanto ad un evento sportivo così importante e gioioso c’è un lato oscuro e triste.

Ci sono donne che non possono uscire senza una presenza maschile, alcune vengono uccise perché non sono completamente coperte dal burqua ma fuoriescono dei capelli, o perché si ribellano al volere dei genitori. Tutto questo non deve accadere. Anche le donne islamiche devono essere libere di vivere una vita felice.

Per tutte queste situazioni, proprio ora che ci avviciniamo al Natale, io e la mia famiglia ti preghiamo. Porta la pace nei cuori di chi la pace non la conosce.

Rinasci nelle loro anime.

Marianna Cecere

Caro Gesù che vieni la notte di Natale,

ti scrivo perché ho bisogno di parlarti. Oggi non ti chiedo un regalo per Natale, non voglio cose materiali, non mi interessano… Mi chiedo ingenuamente, con la testa di una normalissima ragazzina: “Perché l’uomo è cattivo? Perché distruggiamo la Terra, la nostra casa? Perché ammazziamo i nostri fratelli? Perché non abbiamo un mondo di pace?”

Forse siamo noi il problema…chissà, forse riteniamo “normale” tutta questa cattiveria che di sicuro tu non vuoi, però gli adulti purtroppo questo non lo capiscono.

Quando noi ragazzi litighiamo con degli amici, gli adulti ci dicono di fare pace, ma nelle guerre perché non sono loro a fare pace? Gesù, io proprio questo non me lo spiego: i grandi sanno più di noi e dovrebbero esserci di esempio, ma perché se ad una ragazza musulmana esce un ciuffo di capelli dal velo, si arriva al punto di ucciderla? Perché non siamo come gli animali, ad esempio i cani: tutti hanno una razza diversa, però, a differenza dell’essere umano, loro si rispettano.

Ora parliamo dei Mondiali di calcio in Qatar: quante vittime, quanti morti, quanti ricatti, ma soprattutto quante bugie si nascondono dietro un sipario chiuso, blindato, che cela la verità! Non sappiamo realmente quanti operai sono morti per costruire gli stadi in pochissimo tempo, perché sfruttati e maltrattati, quanto inquinamento ha invaso l’ambiente, ed anche quanti attori sono stati pagati per riempire gli stadi, tifare e incitare le squadre.  All’ apparenza quegli stadi sono stupendi, ma se ci fermiamo a pensare dietro quelle gigantesche strutture ci sono degli scenari sconfortanti che ci fanno chiedere: “è possibile che la ricchezza possa valere più di una vita umana?”.

Sì, purtroppo siamo nel 2022, e non sappiamo ancora prendere precauzioni per evitare la morte di persone innocenti, per evitare i danni al nostro pianeta, per evitare che i potenti possano mettere a tacere tutte le ingiustizie.

Caro Gesù, io non ci sto affatto!

Allora, l’unico dono che ti chiedo per questo Santo Natale è di rendere l’uomo più buono e giusto in tutto ciò che fa, che impari ad accettare le diversità, a rispettare ed amare il prossimo come tu ci hai insegnato, per regalare a noi giovani e alle future generazioni un mondo migliore.

Gaia de Simone

Caro Gesù,

Ti scrivo per raccontarti ciò che accade nel mondo in questi giorni, proprio a pochi giorni dalla celebrazione della tua nascita.

Il mondo è profondamente scosso da tanti eventi negativi. La guerra in Ucraina, ormai iniziata da quasi un anno, sta distruggendo un popolo e sta piegando anche tutti gli altri paesi del mondo. È triste pensare che, mentre noi stiamo conducendo delle vite più o meno normali, a distanza di non tantissimi chilometri da noi ci sia gente che vive al buio e al freddo, senza poter andare a scuola o a lavorare e senza poter avere un pasto assicurato. Tutto quello che a noi sembra normale e scontato, per quella gente non lo è più. Molte di queste persone stanno abbandonando le proprie case, le proprie famiglie e alcuni stanno scappando in altri stati sperando di ricevere aiuto.

In un’altra parte del mondo, invece, non c’è la guerra, ma si sono svolti i Mondiali di calcio 2022, in Qatar.  Qualcuno li ha definiti i mondiali più “bollenti” degli ultimi anni; le ragioni sono tante: si stanno svolgendo in un paese con temperature elevate (per questo motivo non sono avvenuti in estate) e stanno causando tantissime polemiche. Si pensa che questa competizione sia stata organizzata solo per denaro poiché il Qatar prima non aveva alcuna tradizione calcistica. Per poterla svolgere sono stati costruiti 8 stadi in 2 anni; per questo motivo si è lavorato senza sosta e a volte senza il rispetto dei diritti dei lavoratori che sono stati sfruttati e fatti vivere in condizioni precarie. Dal 2010 in Qatar sarebbero morte sul lavoro circa 6500 persone, stranieri poveri fatti emigrare “a tempo determinato” da paesi come l’Africa, l’India, il Pakistan, il Nepal, lo Sri Lanka per lavorare alla costruzione degli stadi e dei nuovi poli turistici legati al Mondiale.

Insomma Gesù, questo momento non è certo di pace e di serenità. Ti chiedo di illuminare le menti di chi governa il mondo affinché si possano prendere decisioni che ristabiliscano pace e serenità.

Letizia Gigante

Caro Gesù,

Il mondo in cui stai per nascere è un mondo segnato dalle guerre e dalla continua violazione dei diritti umani. Penso a tutti quei bambini che adesso si stanno nascondendo, con le loro famiglie, nelle metropolitane di Kiev, Kherson o Leopoli, cercando rifugio e protezione dalle bombe, o a quei bambini che hanno perso i loro genitori durante i bombardamenti. Sono solo bambini e bambini soli e mi viene da pensare cosa ti chiederebbero loro al mio posto in questo momento.

Vorrei fare qualcosa, di più concreto, oltre che pregare per il loro destino.

Tutti questi bambini non riceveranno un regalo a Natale e l’unica cosa  che vogliono ricevere è la pace, la fine della guerra tra Russia e Ucraina e tornare a sognare un futuro.

La guerra è sempre causa di morte, di dolore e disperazione, non solo per chi la subisce, e allora io ti prego di far cessare questo orrore e di riportare Putin e i suoi seguaci sulla strada della pace e della collaborazione fra popoli, di illuminare le loro menti e soprattutto i loro cuori.

Laddove la guerra in Ucraina è un buio teatro della violazione dei diritti umani: donne e bambini vengono presi prigionieri e privati della loro libertà e violati nella persona e nella dignità, in Qatar si sono accesi i riflettori sulla perfetta organizzazione dei mondiali di calcio, che in realtà nasconde un brutto lato oscuro.

Sette modernissimi stadi sono stati costruiti con lo sfruttamento di immigrati, provenienti specialmente dall’India e dal Nepal, poco o per nulla retribuiti, in condizioni di vita precarie e non sono mancate le morti sul lavoro. A che serve calpestare i diritti di migliaia di persone per arricchire, ancora di più, quei pochi imprenditori?

Inoltre questo accade in un paese in cui le donne sono considerate delle schiave degli uomini e vengono private della libertà: gli uomini decidono per loro. Sono donne che non hanno il diritto di studiare e istruirsi, di essere curate idoneamente, di viaggiare, di scegliere autonomamente chi sposare e di divorziare.

Gesù, proteggi le donne costrette a rispettare le rigidissime regole della loro società e della loro religione e fa in modo che vengano rispettate perché sono delle creature meravigliose, proprio come gli uomini, e non sono degli oggetti.

In questi giorni si iniziano ad accendere, come ogni anno, le luci del Natale e io mi auguro che possano anche riaccendere la speranza nei cuori.

Giosia Mattia

Caro Gesù bambino,

sono qui con Gianmarco e tra un compito e l’altro, un gioco alla play ed una video chiamata con altri amici, abbiamo iniziato a immaginare com’era la vita ai tempi in cui avevi la nostra età.

Ti vogliamo confessare che siamo un po’ preoccupati per tante cose che stanno accadendo nel mondo. Qualche settimana fa è venuto a trovarci Padre Mario, un missionario religioso che ci ha raccontato molte cose sconvolgenti sulle condizioni di vita di tante persone e di bambini che non vivono come noi e non hanno la fortuna di andare a scuola con serenità, di giocare e stare bene in salute. Tu li vedi, vero Gesù? Noi crediamo che tu sia in mezzo a loro e che soffri come noi nel sapere che c’è tanta povertà nel mondo. Cosa possiamo fare per cambiare la vita a quei poveri immigrati che sono stati chiamati per costruire gli stadi in Qatar senza l’uso di impalcature e senza avere alcun guadagno, nonostante i Qatarioti glielo avessero assicurato? Ci sembrano tutte cose ingiuste e noi ci sentiamo tanto piccoli da non poter agire fortemente, ma come dice uno dei nostri professori: “noi siamo la goccia che pian piano modella la roccia”. Quindi siamo fiduciosi e speriamo che in futuro ci siano persone buone come te che portino pace e amore nel mondo.

Noi ti abbiamo riconosciuto in Padre Mario, che vive la sua vita aiutando il prossimo; ti abbiamo riconosciuto nella maestra Rachele e nel professor Michele, volontari dell’Unicef che lavorano gratuitamente per portare avanti il progetto di solidarietà per aiutare i bambini malati; ti abbiamo riconosciuto e ti riconosciamo in tutti i nostri professori e nelle suore della nostra scuola che aiutano con iniziative di beneficienza le persone bisognose del territorio.

Aiutaci ad avere la forza per portare avanti questi progetti e seguire l’esempio delle persone in cui ti abbiamo riconosciuto. La nostra richiesta è proprio questa.

Ti aspettiamo con gioia!

Gianmarco Russo e Francesco Vasaturo

Caro Gesù,

vorrei che mi aiutassi a capire perché. Perché ci sono stati più di 3.500 morti in Quatar per la costruzione degli stadi? Lavoratori migranti, proventienti da India, Nepal, Pakistan e altri paesi dell’Asia sono morti nel periodo in cui il Quatar ha iniziato una serie di lavori pubblici, in vista del mondiale di calcio.

Sono stati costruiti nuovi stadi, un nuovo aeroporto, strade, hotel …

Forse sono morti per il troppo lavoro?

Sono stati sfruttati?

Non mi sembra giusto che il prezzo dello sport debba essere così alto.

Mio Caro Gesù, vorrei che fossi intervenuto tu ad aiutare quelle povere persone e vorrei anche che aiutassi quelle povere anime innocenti che si trovano in Ucraina.

È una guerra esplosa alcuni mesi fa, solo per gli interessi della Russia e degli Stati Uniti. Tanti bambini hanno dovuto rinunciare alla loro infanzia e tanta gente sta morendo ingiustamente.

Tutto questo è così orrendo che non mi sembra vero.

Gesù, soltanto tu puoi aiutarci!

Con affetto.

Daniele Spataro

L’immagine è stata elaborata da Elena Goizueta